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Vaiolo delle scimmie, il primario Del Bono: “Mi preoccupa il salto di specie. Gli scenari sono ancora difficili da prevedere”

Il vaiolo delle scimmie per ora non preoccupa particolarmente: pare infatti avere una scarsa trasmissibilità e un decorso non grave.

Ma i dubbi restano tanti. Anche il coronavirus, inizialmente, non aveva creato allarme. Si invitava alla prudenza, ma poco di più. Poi, purtroppo, sappiamo tutti come è andata. Il virus continua a circolare. E i fragili continuano a morire.

Abbiamo chiesto un parere al primario delle Malattie Infettive del Santa Croce e Carle di Cuneo, il dottor Valerio Del Bono. “Per ora sappiamo che è meno trasmissibile del vaiolo umano, estinto ma pare ancora conservato in qualche laboratorio, e del Coronavirus. Ma c’è un aspetto inquietante: il salto di specie, esattamente ciò che è successo con il Coronavirus. Avevamo dei casi di trasmissione da scimmia a uomo, magari per un morso. Ora invece abbiamo la trasmissione da uomo a uomo. Questo aspetto è preoccupante e apre scenari ancora difficili da interpretare o prevedere”, spiega.

Al momento in Europa si conta un centinaio di casi. Sei in Italia. “Da infettivologo – conclude – sono ovviamente preoccupato. La malattia è già tra noi. Ripeto, gli elementi emersi al momento sembrano poco allarmanti, sia sulla tramissibilità che sul decorso, ma questo salto di specie e le tante mutazioni già registrate non possono che imporci cautela e massima attenzione”.

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