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Veronica Pivetti si confessa: “impegno e amore smodato per ciò che faccio” – TvZoom

Veronica Pivetti “abbiate il coraggio di cambiare”

L’economia del Corriere della Sera Trovolavoro, di Iolanda Barera, pag. 5

Lavorare è bello. Bellissimo” Parola di Veronica Pivetti, sorridente “workaholic” dello spettacolo, ora in tour per presentare il quarto romanzo, il giallo Tequila bang bang. Ha un’agenda carica di impegni: da dicembre ripartirà con lo spettacolo Stanno sparando sulla nostra canzone, poi ha in ballo un progetto sull’opera lirica e due ‘scommesse’ . A 57 anni si divide tra mille cose. Ma come ha fatto? “Ho avuto gran botte di fortuna. Ma senza impegno e amore smodato per ciò che faccio, non sarei riuscita a combinare granché”. Ha iniziato giovanissima: “A sei anni sono entrata per la prima volta in sala doppiaggio: lì ho conosciuto da vicino un mestiere, E da allora non lavorare mi fa sentire incompleta”. E figlia di un regista e di un’attrice, che le ripetevano di star lontana dal loro settore, perché è un mestiere difficile, molto precario. Frequenta il liceo artistico, si diploma a Brera e lavora nella bottega di un pittore, determinata a diventar pittrice. Poi va in crisi lascia i pennelli, fa “un’inversione a U” e si butta sul doppiaggio, professione di tutta una vita. Presta la voce a innumerevoli personaggi di film, telefilm, sceneggiati televisivi, cartoni animati.

La svolta arriva verso i trent’anni, quando Fabio Fazio la invita come ospite a Quelli che il calcio: “Aveva scoperto che ‘la sorella’ di un personaggio politico molto in vista (Irene) faceva lo ‘strano’ mestiere del doppiaggio” ricorda. Una lunga chiacchierata e si ritrova a fare rinviata del programma. La vedono in molti. Anche Verdone. “Mi stavo infilando in metropolitana, a Milano, quando squilla il cellulare e una voce mi dice “Sono Carlo Verdone da Roma. Vorrei incontrarti perché sto preparando un ñlm e vorrei farti un provino-Semi dai un indirizzo, ti spedisco il copione”. Il film era Viaggi di nozze e il suo personaggio quello dell’introversa Fosca. “Ero felice. Mi sono preparata per bene e sono partita. Carlo mi ha provato sulla ‘leggendaria’ scena del-treno, mi ha fatto aspettare nemmeno mezz’ora e poi mi ha detto Ti prendo”. Pochi anni dopo un’altra telefonata da sogno, per condune Sanremo: “Prima l’incontro con la Rai, con Raimondo Vianello e, poco dopo, mi hanno detto che ero stata scelta”. E’ lanciata. Recita in tante fiction, conduce e partecipa a programmi radio e tv, fa teatro, scrive romanzi (“Ho scelto con cura le cose che volevo fare e, soprattutto, quelle che non volevo fare”).

(Continua su L’economia del Corriere della Sera Trovolavoro)

(Nella foto Veronica Pivetti)

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