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Voucher, pressione fiscale e incentivi: cosa dicono i programmi dei partiti su turismo e ristorazione

Il voto è ormai alle porte. Il 25 settembre gli italiani sono infatti chiamati alle urne. I partiti hanno dato vita a una campagna elettorale dai toni accesi, che spesso hanno fatto passare in secondo piano i contenuti. A pochi giorni dalla tornata elettorale, abbiamo analizzato i programmi delle quattro maggiori forze in corsa per governare il Paese, cercando di capire quali siano le loro idee per il turismo e la ristorazione.

L’impressione, ahinoi, è che nonostante si tratti di un comparto strategico per l’economia italiana, l’attenzione rivolta dalla politica alle tematiche care a bar, alberghi e ristoranti non trovino particolare spazio nei documenti programmatici, così come non ne hanno trovato nei dibattiti che precedono le elezioni. Nessuno se n’è dimenticato, ci mancherebbe altro, ma la netta sensazione è che nessuno abbia voluto esporsi, soprattutto su temi delicati come la carenza di personale.

Di certo però, dal 25 settembre in poi, ci sarà un Governo che di questi temi dovrà farsene carico. Vediamo allora, almeno idealmente, in che modo…

Palazzo Chigi  Voucher, pressione fiscale e incentivi: cosa dicono i programmi dei partiti su turismo e ristorazione

Palazzo Chigi

Terzo Polo: ridurre la pressione fiscale e incentivi per le strutture

Il Terzo Polo del duo Carlo Calenda-Matteo Renzi dedica al mondo del turismo un intero capitolo, toccando diversi temi importanti. Si parte dalla necessità di armonizzare l’offerta turistica a livello nazionale, attribuendo la competenza direttamente allo Stato. Si parla poi di ridurre la pressione fiscale in capo alle imprese. Come? Commisurando la Tari al numero di giorni in cui la struttura è rimasta effettivamente aperta e creando incentivi per la riqualificazione delle strutture.

Il Terzo Polo sostiene poi la necessità di investire nel turismo ferroviario, potenziando le linee e promuovendo e valorizzando i territorio attraverso il lavoro del ministero del Turismo, con appositi biglietti venduti a prezzi agevolati.

DolceVita

Un occhio di riguardo va poi alla gestione delle emergenze, soprattutto in caso di calamità naturali che, oltre che sulla popolazione residente, hanno un forte impatto sui flussi turistici. Per questo motivo serve:

  • Istituire misure per tutelare il reddito di imprese e lavoratori stagionali colpiti da danni indiretti
  • Predisporre strumenti di comunicazione immediata volti alla trasmissione di informazioni corrette e al

    rilancio dell’immagine turistica delle destinazioni colpite
  • Definire una convezione tra il sistema di protezione civile e le organizzazioni di categoria per migliorare

    l’organizzazione dell’accoglienza di chi rimane privo di alloggio.

C’è infine una particolare attenzione per l’aspetto dell’istruzione, con l’obiettivo di potenziare la formazione turistica. Per farlo secondo il Terzo Polo serve rivedere i programmi degli istituti alberghieri, ponendo maggiore attenzione sulle lingue straniere, e creare una scuola specializzata con corsi universitari dedicati alla formazione di direttori e manager del turismo.

Il centrodestra vuole reintrodurre i voucher 

La coalizione di centrodestra, composta da Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia e Noi Moderati, ha affidato a un accordo quadro il riassunto dei quattro singoli programmi, dedicando un capitolo a Made in Italy, cultura e turismo. Il tema più importante, con una presa di posizione netta, è quello dei voucher sui quali si legge: “Estensione della possibilità di utilizzo dei voucher lavoro, in particolar modo per i settori del turismo e dell’agricoltura”.

Per il resto, il documento condiviso dai quattro partiti tocca vari aspetti e punta forte sul concetto di made in Italy. I punti essenziali sono:

  • Valorizzare la Bellezza dell’Italia nella sua immagine riconosciuta nel mondo
  • Tutela e promozione del Made in Italy, con riguardo alla tipicità delle eccellenze

    italiane
  • Italiani all’estero come ambasciatori dell’Italia e del Made in Italy: promozione

    delle nostre eccellenze e della nostra cultura attraverso le comunità italiane nel

    mondo
  • Costituzione di reti di impresa del comparto turistico, per la promozione e

    commercializzazione del settore, anche a livello internazionale. Sostegno al settore

    dello spettacolo e incentivi per l’organizzazione di eventi a livello nazionale
  • Sostegno alla presenza dell’Italia nei circuiti dei grandi eventi internazionali
  • Tutela della nautica e delle imprese balneari: 8000 km di litorale, 300.000 addetti

    del settore, un patrimonio che va tutelato
  • Tutela e promozione del patrimonio culturale, artistico, archeologico, materiale e

    immateriale, e valorizzazione delle professionalità culturali che costituiscono il

    volano economico e identitario italiano
  • Valorizzazione e promozione di un’offerta turistica diversificata
  • Supporto alla digitalizzazione dell’intera filiera del settore turistico e della cultura
  • Contrasto all’esercizio abusivo delle professioni e delle attività del turismo e della

    cultura

Movimento cinque stelle: alimentazione e sostenibilità

Nel programma del Movimento cinque stelle guidato da Giuseppe Conte balza subito all’occhio lo spazio dedicato all’alimentazione. «È indubbio che le cattive abitudini alimentari hanno contribuito ad aggravare le condizioni fisiche di molte persone. È per questo necessario avviare iniziative e azioni efficaci in questa direzione», si legge nel documento, nel quale si parla della necessità di programmi di educazione alimentare nelle scuole e nelle università, della valorizzazione della filiera alimentare, della riforma della formazione degli operatori alimentari, cuochi compresi. Non solo: il Movimento propone anche incentivi per la sostituzione dei prodotti non salutari dalle macchinette nelle scuole.

Entrando invece nel campo del turismo, il Movimento scegli come concetto chiave la sostenibilità. «Il rilancio del turismo, dopo gli anni duri della pandemia, necessita anche di ragionamenti in termini di filiera e di sistema per evitare le distorsioni fino ad oggi avute che vedono alcune aree del Paese invase dall’over tourism e altre completamente fuori da ogni canale. La formazione e il riconoscimento delle professionalità che operano in tutti i punti della filiera, valorizzando gli istituti scolastici a vocazione turistica e investendo sulla nascita degli ITS, sono un anello centrale nella catena di valore», si legge.

In concreto: ristrutturazione del patrimionio turistico immobiliare e infrastrutturale, semplificazione delle procedure per l’avvio delle attività, cambio di approccio per l’imposta di soggiorno, «che deve diventare sempre più un’imposta i cui proventi vengano spesi in accordo con gli operatori turistici e le comunità locali per progetti territoriali utili a entrambi». E poi il riordino della disciplina nazionale sulle guide turistiche, la valorizzazione di nuove forme di turismo, come il nomadismo digitale e gli investimenti per il turismo inclusivo, con la creazione di percorsi e offerte adatte a ogni tipo di disabilità.

Partito Democratico: rilancio dei borghi e accesso al credito 

Nel programma del Partito Democratico guidato da Enrico Letta, le proposte per turismo e ristorazione si dividono tra cultura e lavoro. Un progetto centrale, in ambito turistico-culturale, è il Piano nazionale per il recupero e il rilancio dei Borghi italiani, con il quale si vuole contrastare da un lato lo spopolamento delle aree interne, dall’altro arricchire l’offerta turistica, in chiave “lenta” e sostenibile.

Un tema centrale per il Pd è quello dell’accesso al credito: «Intendiamo garantire un più semplice accesso al credito. così da creare le condizioni per permettere ad artigianato, commercio e turismo di affrontare l’attuale congiuntura economica e di giocare un ruolo da protagonisti nelle transizioni economiche e digitali», si legge nel programma.

Tra i punti del documento dem è poi previsto un piano di riqualificazione delle strutture alberghiere attraverso l’istituzione di un fondo nazionale rotativo con prestiti a 15 anni, e introduzione di incentivi per favorire la vendita degli immobili alberghieri ai gestori per facilitare gli investimenti nelle strutture. In più, sostegno ai comparti del turismo montano, del termalismo e del turismo congressuale e promozione del turismo green e outdoor.

Infine, il «rilancio dell’Agenzia Nazionale del Turismo (Enit) per far sì che possa svolgere un ruolo fondamentale di promozione e comunicazione dell’Italia nel mondo».

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