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Famiglie e bambini in difficoltà: ecco il progetto per rispondere ai loro bisogni

Rispondere con più efficacia ai bisogni delle bambine, dei bambini e delle famiglie che vivono in condizioni di povertà educativa e materiale. È questo l’obiettivo principale del programma triennale “Opportunità educative per una città più equa”, la cui restituzione dei risultati si è svolta durante un evento martedì 25 maggio negli spazi di Open 011, spiegano dalla Città di Torino.

In particolare, è stato ampliato e facilitato l’accesso ai servizi di cura ed educazione dei bambini, promuovendo condizioni favorevoli, potenziando i servizi esistenti e completando l’offerta attraverso nuove attività e nuovi strumenti, in coerenza con i bisogni reali dei bambini e delle loro famiglie, in un’ottica di comunità.

Il progetto era stato selezionato da “Con i bambini” nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile ed è finalizzato all’inclusione sociale, educativa e culturale dei bambini e delle loro famiglie. Finanziato per un totale di 1,2 milioni di euro, con un contributo di 800mila euro delle fondazioni, nella sua realizzazione ha coinvolto i servizi educativi e i servizi Sociali della Città di Torino in un percorso di coprogettazione con il terzo settore (cooperative Il Margine, Progetto Tenda, Stranaidea, Consorzio La Valdocco e Associazione Disincanto, Gruppo Abele, Mamre e Ulaop) oltre alla collaborazione con l’Università di Torino per la realizzazione del progetto Fenix, programma di potenziamento cognitivo e motivazionale dei bambini in affido, e l’ASL attraverso il Centro famiglie dei Servizi sociali.

La Città di Torino ha coordinato lo svolgimento delle attività attraverso un’azione di governance locale ispirata al principio di sussidiarietà orizzontale: promuovendo, cioè, gli interventi condivisi con gli attori del territorio senza sovrapporsi a essi, ma supportandoli durante lo svolgimento del progetto. Un esempio di welfare generativo, sia per la ricchezza dei contenuti frutto della somma delle esperienze dei partner, sia per la capacità di reperire, condividere e ottimizzare le risorse disponibili.

“Opportunità educative per una città più equa” non si è mai fermato, neanche durante la pandemia: dopo una prima fase di difficoltà gli interventi sono stati realizzati da remoto garantendo opportunità educative e di sostegno ai bambini e alle famiglie, con situazioni di fragilità rese ancora più evidenti dal periodo particolare che si è vissuto.

I nuclei familiari italiani e stranieri che hanno partecipato ai percorsi educativi e formativi proposti (circa 1.700 famiglie, 3.300 bambini di cui 467 stranieri) sono stati individuati dagli assistenti sociali e dagli educatori o hanno scelto i centri spontaneamente. Sono stati coinvolti in 30 attività con lo scopo di intercettare e di prevenire situazioni di fragilità sociale, contenere il disagio e sviluppare opportunità di arricchimento sociale e culturale. Sono stati 315 gli educatori e gli insegnanti che vi hanno preso parte. A livello territoriale è stata riservata particolare attenzione alla periferia nord della città, dove sono maggiormente presenti situazioni di deprivazione sociale e di fragilità educativa.

Sono state sperimentate sia azioni “di sistema”, sia interventi mirati e personalizzati (332 i minori con bisogni educativi speciali e disturbi specifici dell’apprendimento) con l’obiettivo di incidere efficacemente sull’accesso ai servizi socioeducativi e di migliorare i processi di inclusione attiva dei nuclei con minori che si trovano in condizioni di vulnerabilità.

Il percorso di coprogettazione ha portato all’attivazione di reti sul territorio – ne sono state create 122 anche dai genitori – generando un patrimonio di buone pratiche indispensabile per costruire il futuro dei Servizi Educativi 0-6.

Il progetto sta dimostrando inoltre esiti duraturi in quanto è stato il punto di partenza per la costituzione dell’attuale commissione cittadina che sta elaborando il progetto 0-3 anni e che ha visto il progressivo allargamento della partnership sulle basi del modello realizzato. Inoltre, la riscoperta delle attività formali e informali potrebbe diventare un modello di particolare rilevanza per i poli 0/6 in fase di realizzazione.

Altro esito promettente è il nuovo interesse interno all’amministrazione comunale che potrebbe sfociare nella proposta di modificare i criteri di collaborazione istituzionale tra pubblico e privato, istituendo un sistema di accreditamento non solo delle strutture, ma anche delle attività.

Dalle testimonianze dei partecipanti al progetto, raccolte nel video realizzato dalla cooperativa il Margine e presentato durante il seminario, si evince come, per incidere sulla povertà educativa, occorra progettare gli interventi rivolti ai bambini e alle bambine nella fascia d’età 0-6 e alle loro famiglie, seguendo quattro punti cardinali: dare valore al tempo di progettazione programmando la continuità degli interventi; investire in empowerment e partecipazione; presidiare la realizzazione, i risultati e lo sviluppo dei singoli interventi; prendersi cura “di chi si prende cura” (insegnanti, formatori, operatori e genitori). I quattro cardini, che hanno consentito di ri-leggere e ri-significare le esperienze, sono contenuti anche nel documento “Orientamenti per azioni sulla prima infanzia” frutto del percorso di accompagnamento promosso da Fondazione Compagnia di San Paolo in collaborazione con l’impresa sociale Con i Bambini.

Secondo l’assessora all’Istruzione del Comune di Torino il progetto è stato un importante banco di prova per il sistema integrato dei servizi educativi. Sperimentazioni di questo tipo sono davvero significative sottolinea l’Assessora, soprattutto nell’ottica di garantire una continuità nelle progettualità e assicurare alle famiglie con disagio economico e/o sociale un servizio attento e coerente ai bisogni reali.

“Opportunità educative per una città più equa” ha ricordato l’assessore al Welfare della Città ha messo in atto attività in grado di disegnare un percorso di costruzione di welfare generativo e comunitario che, partendo dalle competenze genitoriali ed educative, ha intercettato in termini preventivi le situazioni di fragilità sociale. Un approccio che si vuole rafforzare nell’ottica di promuovere progettualità innovative per rispondere ai bisogni emergenti delle famiglie.

Il materiale su “Una mole di opportunità” è consultabile alla pagina web: https://www.ilmargine.it/una-mole-di-opportunita/.

Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.

Il Fondo nasce da un’intesa tra le Fondazioni di origine bancaria rappresentate da Acri, il Forum Nazionale del Terzo Settore e il Governo. Sostiene interventi finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori. Per attuare i programmi del Fondo, a giugno 2016 è nata l’impresa sociale Con i Bambini, organizzazione senza scopo di lucro interamente partecipata dalla Fondazione CON IL SUD. www.conibambini.org

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