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Rallentare l’invecchiamento precoce è possibile!

La ricerca dell’immortalità e il desiderio di allungare la durata della vita ha accompagnato l’uomo di ogni epoca e cultura. Il desiderio proibito della vita eterna, che da secoli affascina e spaventa gli esseri umani, trova espressione nei miti più antichi. La prima traccia risale ad almeno 4000 a.C., nel più antico poema della storia, la “Saga di Gilgames”, re della città di Uruk, mitico sovrano sumero che, sconvolto dalla morte del suo amico Enkidu, va alla ricerca di un rimedio al dolore: il segreto dell’immortalità. Dopo un lungo girovagare, il patriarca Noè, sopravvissuto al diluvio universale, gli rivela il luogo in cui gli Dei si cibano di una pianta che ha il potere di donare l’immortalità e l’eterna giovinezza. Il re riesce a trovarla, ma viene attaccato da un serpente che gliela ruba. A lui non resta che piangere e restare uomo fino alla morte.

Anche nella Bibbia ebraica, che attinge a piene mani ai miti mesopotamici, quando Dio scaccia Adamo ed Eva dal paradiso terrestre, in definitiva, impedisce loro di nutrirsi dall’albero della vita, i cui frutti fanno vivere per sempre giovani. Per gli antichi, l’eterna giovinezza significava poter diventare un Dio, perché “immortalità” era sinonimo di divinità. Le divinità classiche bevevano ambrosia che donava loro giovinezza eterna, e chi tra le divinità, osava porgerla ai mortali, veniva punito. Pensate ad Eos, Dea dell’aurora, che si invaghì di Titone, un umano. Eos chiese a Zeus di renderlo immortale, così Titone ottenne l’immortalità, ma non la giovinezza ed Eos dovette vivere per sempre con un vecchietto.

Mi viene in mente Teti, madre di Achille, che per renderlo immortale lo immerse nelle acque del fiume Stige, tenendolo per un tallone e tutti sappiamo come andò a finire. Da sempre, tra mito e leggenda, la ricerca della fonte della giovinezza ha spinto grandi conquistatori ad attraversare terre impervie e sconosciute. Noi oggi sappiamo che l’elisir di eterna giovinezza è una chimera e che l’invecchiamento è un processo fisiologico e naturale.

Molti scienziati e gerontologi che studiano il nostro corpo, le cellule, le malattie e l’invecchiamento, sottolineano il fatto che la longevità dipende da molti fattori, primo fra tutti il nostro stile di vita. Insomma, non possiamo aspirare all’immortalità e all’eterna giovinezza, ma possiamo puntare ad avere una vita in salute, serena e appagante, anche se non priva di difficoltà e di esperienze dolorose. E questo perché la salute, ci permette non solo di vivere più a lungo (la Nutrigenomica dice che il nostro organismo è programmato per vivere più di 100 anni), ma di vivere una “qualità di vita”, grazie a un corpo forte e in grado di proteggersi dai fattori stressogeni esterni e a una mente lucida, in grado di cicatrizzare i traumi affettivi, le delusioni, le mancate gratificazioni, che ci dà la forza di cambiare, di resettare tutto e, in certe situazioni, di ricominciare da capo. Invecchiando, poi, dovrebbe subentrare la conoscenza della vita, come esperienza unica e irripetibile. La perdita graduale della prestanza fisica dovrebbe lasciare il posto alla saggezza. Ma la “qualità di vita” non prevede malattie degenerative, lunghe liste di farmaci da assumere ogni giorno, visite snervanti da un ambulatorio medico ad un laboratorio di analisi, limitazioni nelle azioni e nelle funzioni mentali e gravi scompensi psicoemotivi.

Eppure, non vi sembra che quest’ultimo quadro rispecchi la condizione di vita della maggior parte degli anziani? Quante persone possono dire di avere un livello di prestazioni psicofisiche tali da permettere loro un processo di invecchiamento fisiologico e naturale? Gli scienziati ritengono che, nella grande maggioranza dei casi, si muore per malattie che potrebbero essere evitate. Sostengono che uno stile di vita salutare può fare aumentare significativamente le aspettative di vita, senza malattia. Ma è veramente possibile spostare indietro le lancette dell’orologio? A mio parere sì. Non dobbiamo andare alla ricerca della giovinezza eterna, ma dobbiamo, più praticamente, individuare quali sono i fattori che determinano la longevità e quelli che la ostacolano. Si sa che alla base di un invecchiamento precoce c’è una alterata funzionalità delle cellule e una incapacità di riparare i danni del DNA. Parliamo quindi di fattori citotossici e genotossici.

Tra i primi, sicuramente l’ambiente “chimico” in cui viviamo: i cibi che mangiamo, le bevande che assumiamo e l’aria che respiriamo. Nell’arco di tre generazioni sono state immesse nell’ambiente centinaia di migliaia di sostanze chimiche, molte delle quali finiscono sulle nostre tavole. Oggi si ritiene che la nostra alimentazione, altamente processata e ricca di additivi chimici, sia il maggiore fattore contributivo al danno cellulare. Una cellula difettata invecchia precocemente e viene eliminata (apoptosi: morte cellulare programmata). Questo deficit influenza la funzione dell’organo e, nel tempo, anche l’intero sistema che comincerà a mal funzionare, predisponendo la persona alle più svariate patologie e a un invecchiamento accelerato.

Ma quali sono i maggiori responsabili dei danni cellulari? Tra i primi, sicuramente, loro: i radicali liberi sia endogeni che esogeni. Questo significa che uno dei segreti della longevità consiste proprio nel ridurre la quantità di radicali liberi che circolano all’interno del nostro organismo, potenziando i nostri sistemi antiossidanti endogeni come il glutatione, il coenzima Q e gli enzimi superossido dismutasi e catalasi e incrementando l’assunzione di sostanze antiossidanti direttamente attraverso il cibo oppure tramite delle integrazioni mirate e “ad personam”.

Oggi, la Nutrigenomica conferma la validità della “dieta ricca di antiossidanti” caratterizzata da cibi freschi, stagionali e naturali. Lo sapete, solo il cibo fresco contiene una varietà di principi attivi, indispensabili per il corretto funzionamento cellulare. I più importanti antiossidanti contenuti negli alimenti sono: le vitamine A, C, E; i minerali come il selenio e lo zinco; i polifenoli come il resveratrolo e la quercetina e i carotenoidi come il licopene, la zeaxantina e l’astaxantina. Tutti principi attivi che sempre più scarseggiano nei nostri pasti, perché poveri di verdure, frutta, ortaggi, tuberi e semi. Queste carenze sembrerebbero “concause” proprio del dilagare dell’invecchiamento psicofisico precoce. Infatti, quante persone dimostrano una età molto superiore alla loro età anagrafica? Ma non è solo una questione estetica (sempre di più risolta con i bisturi), ma è una questione di invecchiamento funzionale cellulare che è alla base di tutte le nostre patologie, sempre più invasive e degenerative. La persona malata dimostra molti più anni di quelli che ha! E’ innegabile. E, quasi sempre, la persona malata è anche una persona che ha uno stile di vita non equilibrato: troppo cibo, poca qualità della materia prima, abuso di alcol, fumo, farmaci, poca o nulla attività fisica, molto stress e poche e ore di sonno.

Anche la restrizione calorica è un’ottima arma per contrastare l’invecchiamento e i danni cellulari. La restrizione calorica non significa malnutrizione, ma significa fornire all’organismo esattamente le calorie di cui ha bisogno e niente di più. Molti alimenti che oggi consumiamo forniscono le cosiddette “calorie vuote” che appesantiscono il lavoro energetico mitocondriale. Mi riferisco agli zuccheri raffinati e sintetici e ai grassi saturi idrogenati dal notevole apporto calorico, tutto cibo che crea uno “stress” cellulare e un aumento della produzione di radicali liberi.

A questo proposito, le ricerche in corso pongono al centro dell’attenzione i mitocondri: delle potenti “fabbriche” di energia che si trovano all’interno della nostra cellula. I mitocondri sono responsabile del ritmo metabolico e della produzione di energia. Più intenso è il loro lavoro, maggiore e la quantità di radicali liberi prodotti e questo è un problema perché i radicali liberi, come abbiamo detto, sono alla base del processo di invecchiamento precoce. Essi causano l’invecchiamento dei mitocondri stessi e possono danneggiare il DNA cellulare, cioè lo “stampo” con cui si producono le cellule nuove. Questo vuol dire che non dobbiamo sovraccaricare il lavoro dei mitocondri fornendo al nostro organismo molte più calorie di quelle necessarie.

Allora, volete vivere bene e più a lungo? Dovete avere uno stile di vita salutare. Dovete cambiare la vostra alimentazione, arricchendola di alimenti freschi e naturali, non ipercalorici. La giusta quantità di calorie e la biodisponibilità dei bioattivi antiossidanti garantiscono un ottimo sistema di difesa contro l’ossidazione e il danneggiamento cellulare ed aumentano la capacità riparativa del nostro DNA. Allora, via libera alla frutta e alla verdura ricche di vitamine antiossidanti come la vitamina C che è in grado disarmare i radicali liberi. Assunta insieme alla vitamina E, protegge i tessuti e i liquidi dell’organismo. La vitamina A e il suo precursore, il beta carotene, svolgono una azione protettiva e preventiva nei confronti dei tumori. Esistono altri antiossidanti molto efficaci come l’acido Alfa lipoico, l’N-acetilcisteina e l’acetil-n-carnitina che hanno un’azione rigenerante neuronale e di regressione del processo di invecchiamento.

Ma l’invecchiamento precoce non è causato solo dall’ossidazione che danneggia le cellule, ma anche dalla alterazione della metilazione, un processo fondamentale per la riparazione del DNA cellulare e per la sua corretta riproduzione. L’efficienza della metilazione, che viene indicata dal livello ematico di omocisteina, condiziona la durata della vita. Mantenere il livello di omocisteina sotto i 6 punti con una dieta equilibrata e un buon stile di vita aiuta a rallentare il processo di invecchiamento cellulare.

Anche l’attività fisica, praticata con regolarità, è fondamentale per la salute cellulare. Meglio quella di tipo aerobico, come la camminata, la corsa (o jogging), il ciclismo, il nuoto a bassa intensità, lo sci di fondo, la cyclette e il tapis roulant. E che dire dello stress? Anch’esso è correlato al processo di invecchiamento precoce perché, se prolungato, provoca l’esaurimento dell’ormone surrenale DHEA. Bassi livelli di questo ormone sono associati a maggiore rischio di malattie gravi come il cancro e le cardiopatie. Capite quanto è importante avere uno stile di vita salutare? Bisogna vivere e invecchiare in salute, carichi di esperienza e saggezza, così da poter diventare dei punti di riferimento ed essere di buon esempio per i nostri figli e i nostri nipoti!

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