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Stipendi docenti e presidi troppo bassi, il ministro Bianchi dà colpa alla Ragioneria dello Stato. Anief: il Governo non ci fa una bella figura

“Lo so, noi paghiamo troppo poco sia i nostri insegnanti che i nostri presidi. Stiamo facendo delle battaglie titaniche con la Ragioneria per farlo capire”.

A confermare che la scuola, con i suoi lavoratori, è ostaggio del Ministero dell’Economia è stato oggi il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi: intervenendo all’incontro ‘L’Identità futura della scuola italiana’, organizzato a Bologna dall’Accademia delle Scienze, il ministro ha aggiunto che “dobbiamo riportare anche la professione di insegnante ad essere percepita. La nostra collettività non sa cosa fa oggi un insegnante, una maestra”.

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, giudica particolarmente grave che il destino della scuola continua a rimanere nelle mani del Mef: “Se il ministro dell’Istruzione assegna la responsabilità delle mancate risorse per l’Istruzione pubblica al dicastero di via XX Settembre, a perdere è tutta la società italiana ma prima di tutti chi la governa. Perché non si può continuare a pensare di esaltare il ruolo della scuola solo a parole, per poi fare economia sempre e solo su questo comparto”.

Il leader del giovane sindacato ricorda che domani l’Anief ha in programma “un incontro importante all’Aran, sul rinnovo del contratto di categoria: se la parte pubblica pensa di presentarsi al tavolo solo con le risorse previste dalle ultime leggi di Bilancio credo che si tratterebbe di un grave errore. Non possiamo pensare di esaltare il ruolo dei docenti solo con le pacche sulle spalle e dicendo loro ‘grazie’: l’avvio delle trattative tra sindacati e parte pubblica, dopo l’emanazione dell’Atto d’indirizzo sul rinnovo del contratto rappresenta un impegno reciproco fondamentale. Dobbiamo colmare un’inflazione a due cifre e non possono bastare i 4 punti percentuali previsti per il Ccnl 2019/21: per un rinnovo serio servono risorse fresche. E se non ci sono – conclude Pacifico – non basta dire che è colpa della ragioneria di Stato. Bianchi non si lamenti, quindi, se il sindacato è costretto a proclamare il secondo sciopero generale nello stesso mese”.

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