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Tenda, Gribaudo (PD): “Basta ritardi, monitoreremo affinché venga rispettato cronoprogramma, ma la Regione guardi anche al patrimonio ferroviario”

Le parole del Commissario Prisco fanno ben sperare per questa infrastruttura che stiamo aspettando da troppo tempo. Ad oggi il collegamento Italia-Francia è insufficiente, monitoreremo affinché le promesse vengano mantenute e il cronoprogramma rispettato”, così ha commentato la deputata cuneese del Partito Democratico Chiara Gribaudo.

“Aspettando il 2023 – continua Gribaudo – quando comunque il tunnel, se sarà aperto, dovrà fare i conti con un viabilità ridotta, serve lavorare subito per migliorare i collegamenti tra Italia e Francia, direttrice importante anche per il numero di pendolari. All’interno del Trattato del Quirinale siglato da Macron e Mattarella, è stato già approvato col voto favorevole di tutti i partiti in Parlamento un ordine del giorno a mia prima firma che istituisce una commissione di rappresentanza territoriale composta da parlamentari e amministratori locali e sancisce che, entro fine anno, quale che sia il nuovo Governo, si firmi la rinnovata convenzione Italia-Francia del 1970 che mai come in questo momento ci servirebbe per investire sul treno Cuneo-Breil-Ventimiglia.”

Infine, la candidata del PD per il collegio plurinominale di Cuneo-Alessandria-Asti ha aggiunto: “I numeri recentemente pubblicati della Cuneo-Ventimiglia potrebbero essere un segnale che la Regione, così miope verso le linee ferroviarie, deve cogliere. Un rilancio per il nostro territorio passa anche da qui: dal raddoppio della Cuneo-Fossano, dalla cura e rilancio della Cuneo-Mondovì, dal ripristino dei collegamenti Cavallermaggiore – Bra e Savigliano – Saluzzo. Questi sono solo alcuni dei tanti interventi da fare, ed è importante che siano fatti con cognizione di causa, guardando ai turni di lavoro delle industrie per permettere a chi arriva da fuori di poter usufruire di questo servizio. I trasporti su rotaia, in questo momento di crisi energetica e climatica devono tornare ad essere centrali nel programmare la mobilità per almeno due motivi: da una parte garantire un mezzo di trasporto accessibile per cittadini e lavoratori e, dall’altra, procedere verso un modo più sostenibile di viaggiare anche dal punto di vista ambientale. È incomprensibile come oggi non si raccolga questa sfida da parte di chi ci governa in Piemonte”.

I.P.E.

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