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Ambiente Asti lancia le sue controproposte dopo il bilancio: “Basta aspettare il cigno nero” – ATNews.it

La lista Ambiente Asti traccia una sintesi del bilancio, approvato pochi giorni fa in Consiglio Comunale, che ha visto la ferma opposizione del movimento, insieme alle altre forze di opposizione, contro la scelta di  istituire il parcheggio a pagamento in Piazza Campo del Palio. Una scelta,  a detta dell’amministrazione, giustificata dai rialzi dei costi energetici dovuti allo scenario internazionale, ma che per Ambiente sono frutto di una mancanza di progettualità e governance in capo a chi amministra la città. E per spiegarlo cita la teoria del cigno nero, una metafora del sociologo Nassim Taleb che descrive come un effetto imprevisto possa avere effetti rilevanti nella realtà e l’incapacità di affrontarli e razionalizzarli.

Il consigliere Mario Malandrone ha sottolineato come la scelta di creare nuovi stalli blu sia assolutamente miope perché non accompagnata da politiche sulla mobilità sostenibile e sui trasporti. “Ci vuole un governo della città che vada oltre le contingenze. Notiamo che il Comune non ha una strategia verso le grandi questioni, a partire dal rinnovo del patto dei servizi con le partecipate che dovranno accadere nei prossimi anni”. 

Lorenzo Damasio ha parlato del concetto della città dei 15 minuti: “Asti per le sue caratteristiche si presta ad essere una città attraversabile in ogni sua parte in 15 minuti per raggiungere i servizi dislocati nei vari quartieri. Per fare questo, servono bus efficienti, parcheggi scambiatori e un servizio ferroviario che copra tutta la provincia”.

Kitty Fasolis ha parlato di un regolamento sulla gestione dei beni comuni, tema molto caro ad Ambiente tanto da essere già stato proposto in campagna elettorale.”Sarebbe importante creare un regolamento condiviso per gestire i beni comuni nella nostra città, in maniera tale da creare compartecipazione e corresponsabilità tra Amministrazione e cittadini”. Eugenio Scalfari invece sottolinea come anche nelle politiche culturali della città, a partire dall’Università, manchi una strategia di visione.

Lorenzo Maschio punta il dito contro il ritardo accumulato sugli investimenti sulle energie rinnovabili: “Purtroppo il tempo perso negli scorsi anni su queste tematiche ci penalizza molto. Il costo delle materie prime infatti sta portando a una trasformazione radicale in questo settore. In tutto ciò l’Amministrazione insegue gli eventi e non ha mostrato una visione di come dovrà essere la nostra città tra 15 o 20 anni”.

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