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Boschi e montagne piemontesi cercano nuove energie: “Risorse per sostenere il ricambio generazionale e per le infrastrutture”

Il nostro territorio è per il 38% coperto da foreste è, quindi, assurdo e poco lungimirante non sostenere il ricambio generazionale e la creazione di nuove imprese agrofrestali. Dovrebbe essere un obiettivo fondamentale da perseguire per sviluppare il tessuto imprenditoriale e creare un’effettiva filiera locale di valorizzazione del legno”. E’ quanto evidenziano in una specifica comunicazione alla Regione Roberto Moncalvo, presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale circa lo stanziamento delle risorse dello Sviluppo Rurale per il nuovo periodo di programmazione della PAC 2023-2027, rispetto alle misure riguardanti le Foreste e la Montagna.

In Piemonte vivono quasi 1 miliardo di alberi e sono presenti 52 specie arboree e 40 specie arbustive con una grande variabilità di composizione e struttura. E’ la regione, che a livello nazionale, ha la più ampia superficie forestale arborea con circa 1 milione di ettari di cui i boschi coprono 932 mila ettari.

Sono proprio le aree rurali a necessitare il maggior fabbisogno di sviluppo per cui vanno incentivate le nuove realtà imprenditoriali ed è per questo che non è pensabile che il Piemonte, a differenza di molte altre regioni, non abbia previsto risorse nella nuova programmazione 2023/2027 rispetto all’intervento relativo all’Avvio di nuove imprese connesse alla silvicoltura – proseguono Moncalvo e Rivarossa -. Alla luce poi dei cambiamenti climatici sempre più evidenti e della forte siccità che stiamo vivendo quest’anno, inoltre, è fondamentale potenziare le infrastrutture irrigue dedicando apposite risorse alla progettare e realizzazione di un sistema di piccoli invasi a basso impatto paesaggistico che possa consentire alle imprese agricole di poter portare avanti la loro attività primaria: la produzione di cibo. Per questo è strategico prevedere un incremento dei fondi attualmente stanziati attraverso un’impostazione sinergica tra settore agricolo, montagna e foreste, per convergere nella prospettiva comune di potenziare l’agroalimentare piemontese”.

C. S.

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