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CANTINA TERLANO, NEL TEMPO E CON IL TEMPO – James Magazine

Per poter raccontare intimamente un prodotto in modo tale che il messaggio arrivi al cuore delle persone è decisamente importante creare le giuste sinergie, magari attraverso il lavoro di molti, la terra e le tradizioni.

Così, sulla terrazza del ristorante Mirabelle nello storico Hotel Splendide Royal, a Roma, la Cantina Terlano ha presentato le ultime annate del suo vino più importante e carismatico, il Terlaner Primo Grande Cuvée.

L’ambiente, elegante e curatissimo, il luogo e l’atmosfera sono quelli giusti, la vista è semplicemente mozzafiato. Ovviamente dall’affaccio dell’interminabile vetrata del Mirabelle, per l’occasione novella vetta dell’Alto Adige, non si scorgono le vigne ben allineate ma i secolari pini di Villa Borghese, così come, in lontananza, al posto della sagoma slanciata dello storico Castello Neuhaus notiamo l’inconfondibile cupola della Basilica di San Pietro. Ma tutto torna.

Quella della Cantina Terlano è una storia più che centenaria (1893) di un luogo, la riva nord dell’Adige (tra Merano e Bolzano), dove vigna e vino sono presenti da sempre. Essa, con i suoi grandi vini, esiste attraverso la varietà del paesaggio, la tempra delle persone che la vivono, la posizione geografica, il clima ineguagliabile e la terra vulcanica di porfido e quarzo all’interno della quale affondano le radici delle sue viti. Ed è proprio questa terra millenaria, che il tempo ha trasformato lentamente, a lasciare nei suoi prodotti un’impronta di gran classe fatta di mineralità, di aromaticità, di tenuta alcolica e di finezza.

Klaus Gasser e Rudi Kofle (photo credits Hannes Unterhauser)

Klaus Gasser, direttore commerciale, e Rudi Kofler, enologo responsabile, ci raccontano del valore che loro danno al tempo come cardine della filosofia aziendale. Ed è proprio il tempo il filo conduttore che ha portato il Terlaner Primo a raggiungere questo livello d’eccellenza assoluta. Lo stesso tempo che è necessario per riflettere e per compiere senza fretta le scelte giuste. Il tempo dedicato alla cura delle viti, dei singoli vitigni e dei singoli grappoli per consentirgli di maturare alla perfezione. Ed è nel tempo e con il tempo che scopriremo questo straordinario vino.

Il progetto venne concepito nel 2006, con la vendemmia delle migliori micro-parcelle lavorate singolarmente per comporre un blend da Pinot Bianco, Chardonnay e Sauvignon ma solo dopo 5 anni di sperimentazione, nel 2011, si arriva alla prima annata commercializzata.

L’idea è quella di dar vita a un vino di grande eleganza e di infinita longevità, capace di raccogliere ogni sfumatura presente nelle uve attraverso 24 mesi passati in botte, i primi 12 in rovere grande da 12hl, i secondi 12 in botti tradizionali, con un DNA concepito per raggiungere risultati assoluti.

Klaus Gasser e Rudi Kofler, con una verticale di 4 annate, hanno presentato un percorso alla cieca perfettamente tarato sul perfezionamento del prodotto, sulla necessità di dimostrarne l’evoluzione (le primissime vendemmie in produzione portarono vini potenti, carichi, con una percezione del legno decisamente ingombrante). Un percorso evolutivo che parte dalla vendemmia 2016, la prima nell’ordine di servizio.

DEGUSTAZIONE

Terlaner Primo Grande Cuvée

 

2016

Pinot Bianco (75%), Chardonnay (23%) e Sauvignon Blanc (2%)

La 2016 potrebbe essere definita come l’annata del giro di boa. Si vendemmia a fine settembre con ottima escursione termica. Il risultato è un vino che già al naso è ricco e pieno con sentori di agrume, di spezie ed erbe aromatiche. All’assaggio è sicuramente un vino burroso, largo, potente, ricco e minerale con un finale di legno e di affumicatura. L’ottima percezione del minerale unita all’elegante apporto dato dalla freschezza ne fanno un vino importante.

2018

Pinot Bianco (65%), Chardonnay (32%) e Sauvignon Blanc (3%)

Si vendemmia a metà settembre. È un’annata precoce capace di trasmettere, soprattutto ai vitigni provenienti dalle quote più alte, spiccata acidità e grande potenziale di sviluppo. Già all’olfatto si nota che lo stile è cambiato. Conserva sentori di erbe spontanee a cui si aggregano note vegetali, verdi. In bocca è agile e fresco di agrumi. Alle note di burro e legno, sorrette da una spiccata sapidità, si uniscono nel finale quelle del fumé. Decisamente un gran vino.

2019

Pinot Bianco (70%), Chardonnay (28%) e Sauvignon Blanc (2%)

Inverno caldo con eventi atmosferici estremi, annata salvata da un meteo ideale nelle settimane precedenti la vendemmia che comunque è risultata ritardata nei confronti di quella del 2018. Questo ha portato ai vini maggiore freschezza e maggiore estrazione olfattiva. Si nota subito il carattere essenziale ed emozionale. Anche se decisamente ancora giovane, questo vino arriva in bocca con grande progressione, mineralità, vibrazioni e notevole lunghezza. Il cambiamento nelle scelte è percepibile senza alcuna incertezza. È un vino sicuramente più agile, fenolico, dove prendono spazio sensazioni che richiamano frutta e fiori.

2020

Pinot Bianco (70%), Chardonnay (28%) e Sauvignon Blanc (2%)

Vendemmia nel finale decisamente piovosa con rese sensibilmente più basse del 2019. Da subito potente. Mineralità, grande ed elegante acidità. Una miscela di energia e potenza dove l’apporto calorico non è indispensabile all’equilibrio finale. In bocca note vivide ma garbate di agrume ed erba tagliata con una persistenza degna di nota. Un vino elegantissimo e già capace di rappresentare il fuoriclasse tanto atteso dal primo sorso della degustazione.

Si può serenamente affermare che dal 2016 è sempre meno evidente la presenza di un legno aggressivo come la minor gradazione alcoolica a vantaggio di una maggiore estrazione e di una spiccata verticalità. Doti, queste, in grado di impreziosire ulteriormente l’emozione dell’assaggio, per finezza e piacevolezza.

Come per tutte le cose preziose, del Terlaner I si producono solo 3000 bottiglie del totale di 1,5 milioni prodotte dalla Cantina che oggi conta 143 soci e 150 ettari vitati. Sui mercati esteri più importanti come Gran Bretagna, USA, Giappone, questo vino non ha competitori italiani ma solo e direttamente francesi. D’altro canto, la Borgogna è alla medesima latitudine…

cantina-terlano.com

Vivace, appassionato e curioso, con una grande cultura del vino e del cibo di alta qualità. In realtà è figlio d’arte, perché queste passioni le ha ereditate dal padre. La formazione liceale e universitaria lo hanno portato a vivere esperienze lavorative diverse e lontane dal mondo dell’enogastronomia che però non ha mai abbandonato. Sommelier da lunghissimo tempo e docente in numerosi percorsi formativi è anche appassionato di storia e di estetica. Assurto agli onori della cronaca come Il Conte di MasterChef 4, si diletta nella narrazione delle sue scorribande enogastronomiche, tutto senza desistere dal ruolo di bruciapentole davanti ai suoi fornelli.

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