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Carburanti alle stelle, i benzinai: “Noi nel mirino, ma non siamo speculatori”. E scrivono ai Parlamentari contro la stangata

Accise nella calza della Befana e rincari proibitivi per benzina o diesel. Ecco il brusco risveglio che ha turbato l’inizio di 2023 anche dei torinesi e dei piemontesi. E se già Confesercenti aveva lanciato l’allarme, con la fine delle Feste e la ripresa della normale vita istituzionale l’associazione di categoria scrive ai parlamentari piemontesi, sia di maggioranza che di opposizione.

“Nuova stangata, mentre noi veniamo colpevolizzati”

La richiesta è di un intervento urgente da parte del Governo, ripristinando il taglio delle accise (come già fece l’esecutivo guidato da Mario Draghi) e tutelando i benzinai. “Nella lettera – spiega Enzo Nettis, presidente di Faib-Confesercenti – sollecitiamo i parlamentari a farsi portatori presso il governo della necessità di fiscalizzare nuovamente gli aumenti dei carburanti, in modo da evitare una nuova stangata a danno dei cittadini e delle imprese. Ma chiediamo anche di essere tutelati come categoria rispetto al clima di colpevolizzazione che sta montando nei nostri confronti: clima che non ha ragione d’essere poiché – lo ribadiamo ancora una volta – il margine di circa 3,5 centesimi lordi al litro che spetta ai gestori rimane fisso e non varia all’aumentare del costo dei carburanti. Semmai, anche noi siamo danneggiati perché più aumenta il carburante, minori sono i consumi”.

La lettera ai parlamentari (di maggioranza e non)

E il testo riporta lo stato attuale delle cose: “Dal 1° gennaio sono terminati gli effetti della riduzione delle accise sui carburanti, con un conseguente incremento dei costi del prodotto: il che provoca un ulteriore aggravio per cittadini e imprese,

oltre che ingiustificati attacchi nei confronti della nostra categoria – si legge nella lettera mandata ai parlamentari – Per questo Le chiediamo di farsi portavoce presso il governo dell’immediata necessità di una riduzione della componente fiscale sul carburante, agendo nuovamente sulle accise o sulla riduzione dell’Iva. Le chiediamo anche di tutelare la nostra categoria, estranea ad azioni speculative”.

Il margine fisso

Il punto, in questo caso, riguarda il margine di guadagno di chi gestisce un distributore di benzina. Un margine che “è fisso, pari a qualche centesimo al litro. Comprenderà, dunque, che più il prezzo dei carburanti cresce, più aumentano costi di gestione (ad esempio il Pos) e disagi a nostro carico. Siamo disponibili a incontrarLa per poterLe illustrare la nostra posizione“.

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