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Dissesto idrogeologico, anche il Vco tra le province a rischio

Ad ogni disgrazia causata dal dissesto idrogeologico (o dai condoni) si levano le solite prediche a fapore della cura del territorio. Litanie alle quali i nostri politici ci hanno abituato da decenni , per poi dimenticarsi poche settimane dopo dei danni e delle vittime causate da frane, allagamenti, inondazioni e quan’altro.

Basterebbe leggere l’edizione 2021 del Rapporto sul dissesto idrogeologico in Italia fatto da Ispra per capire il quadro di riferimento sulla pericolosità associata a frane e alluvioni, nonché sull’erosione costiera per l’intero territorio nazionale, con relativi rischi per  popolazione, famiglie, edifici, aggregati strutturali, imprese e beni culturali.

Il rapporto è redatto dall’Ispra è impietoso. Dice che complessivamente il 18,4% (55.609 km2 ) del territorio nazionale è classificato a pericolosità frane elevata, molto elevata e  a pericolosità idraulica media. Rispetto all’edizione 2018 del Rapporto, emerge un incremento percentuale del 3,8% della superficie classificata a pericolosità da frana elevata e molto elevata e del 18,9% della superficie a pericolosità idraulica media.  Complessivamente il 93,9% dei comuni italiani (7.423) è a rischio per frane, alluvioni e  erosione costiera. 1,3 milioni di abitanti sono a rischio frane   e 6,8 milioni di abitanti a rischio alluvioni. Le regioni con i valori più elevati di popolazione a rischio frane e alluvioni sono Emilia-Romagna, Toscana, Campania, Veneto, Lombardia, e Liguria. Le famiglie a rischio sono quasi 548.000 per frane e oltre 2,9 milioni per alluvioni.

La triste classifica mette anche il Verbano Cusio Ossola tra le province a rischio.  Dei 2261 km quadrati di territorio, le aree a pericolo elevato e molto elevato sono il 5 per cento, pari a 113,7 km quadrati, mentre il 5,2 per cento (118,3 km quadrati) è  considerato area ad alta pericolosità idraulica e il 6,9 per cento a media pericolosità. 

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