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Dolia – Gaeta – Secolo d'Italia


14 Gen 2023 0:01 – di Redazione

Dolia
Piazza Conca, 22 – 04024 Gaeta – Latina
Tel. 0771/65129
Sito Internet: www.doliagaeta.it

Tipologia: ricercata
Prezzi: antipasti 17/19€, primi 22/30€, secondi 25/28€, dolci 12/15€
Chiusura: Martedì e Mercoledì

OFFERTA
A poco più di un anno dall’apertura, questo elegante ristorante posto nel centro di Gaeta che si avvale della consulenza di Francesco Apreda, consolida quanto di buono fatto agli esordi. Lo chef Emilio Corrado, originario di Formia, propone una cucina di ricerca incentrata su un’ottima materia prima che rivisita, quasi sempre con successo, ricette locali. Il menù è ovviamente incentrato su preparazioni marinare con la possibilità di optare per un percorso degustazione di 7 portate a 85 euro, volendo abbinabile (anche se non è esplicitato in carta) con un’offerta alla mescita di 4 o 5 calici di vino con un sovrapprezzo rispettivamente di 20 e 25 euro. La nostra esperienza è iniziata con una serie di sfiziosi finger food: un’oliva ripiena di provolone di Recco e glassa al vino rosso (eccellente), delle friabili vele con acqua di olive, semi di sesamo e curcuma e due rivisitazioni della tiella, una fritta polpo e olive e una destrutturata a forma di sfera con baccalà. Insieme alle carinerie iniziali sono stati portati in tavola grissini e pane realizzato con farina semintegrale di un molino di Terracina accompagnandoli con una mousse di burrata di bufala e coriandolo e con un olio EVO del territorio servito in una ciotolina. È stata poi la volta della delicata vellutata di patate e mandorle con gocce di ricci e pane al carbone vegetale, seguita da un carpaccio di ricciola con peperoni cruschi in cui la nota piccante era dosata con maestria. Unico piatto a non convincerci il tentacolo di polpo cotto a bassa temperatura e poi passato sullo yakitori accompagnato da carote e alghe in quanto servito quasi freddo, temperatura che non si sposava bene con la voluta bruciatura dell’esterno. Strepitosi entrambi i primi provati: dei capellini con sugo di sparnocchie conditi con una tartare di seppia e trombolotto, un piatto che va dritto alla memoria di chi è cresciuto in queste zone, e una sontuosa interpretazione della pasta e patate realizzata con fusilloni Mancini e terminata con papiri, pecorino e spezie. Ottima pure la triglia dorata e fritta adagiata su melanzane in carpione, con la nota acetica a stemperare la grassezza del pesce fritto, servita con un bicchierino di brodo di funghi shiitake per pulire la bocca terminato il piatto. Chiusura all’altezza affidata a una samosa di sfogliatella con amarene e gelato al pistacchio, seguita da un caffè ben realizzato ma di un noto marchio commerciale – vista l’attenzione al territorio ci saremmo aspettati un espresso realizzato con una miscela di una torrefazione locale – accompagnato da piccola pasticceria in cui spiccava l’ottimo bicerin, retaggio dei trascorsi torinesi dello chef.

AMBIENTE
Molto accogliente, con larga presenza del colore azzurro a richiamare atmosfere marinare, in un contesto che risulta elegante ma non pesante. Un bel dehors vista mare garantisce ulteriori coperti.

SERVIZIO
Tutto al femminile, con ragazze preparate e cortesi supervisionate dalla competente titolare.

Recensione a cura di: Roma de La Pecora Nera – ed. 2022 – www.lapecoranera.net

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