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Ecco i dossier Ue che fanno gola al Qatar

Qatar

Lo scandalo Qatargate ha spinto il Parlamento europeo a sospendere i lavori su due accordi importanti con il Qatar: uno sul trasporto aereo e uno sui visti. Il piccolo emirato, intanto, è diventato un fornitore energetico fondamentale per l’Unione

Il presunto scandalo di corruzione da parte del Qatar nel Parlamento europeo, che ha condotto all’arresto anche della vicepresidente Eva Kaili, ha portato i deputati di Strasburgo a sospendere i lavori per la ratifica dell’accordo sul trasporto aereo raggiunto a ottobre di un anno fa.

COME FUNZIONA L’ACCORDO SUI VOLI

Un accordo molto vantaggioso per il piccolo emirato, perché garantisce alla compagnia di bandiera Qatar Airways l’accesso illimitato al vasto mercato aereo dell’Unione: le aziende europee potranno effettuare voli diretti verso il Qatar da qualsiasi aeroporto di ciascuno stato membro; lo stesso potrà fare, a parti invertite, Qatar Airways.

CRITICHE E LODI

Al tempo dei negoziati, l’accordo UE-Qatar – entrato in vigore in maniera provvisoria, in attesa della ratifica – era stato molto criticato dalle compagnie aeree europee, che temevano la concorrenza sleale di Qatar Airways. La commissaria europea per i Trasporti, Adina-Ioana Vălean, l’aveva invece celebrato come un “punto di riferimento globale” che avrebbe potuto portare a nuove intese tra l’Unione europea e altri paesi del Golfo.

LE PAROLE DELLA COMMISSIONE TRASPORTI

Oggi, tuttavia, Karima Delli, la presidente della commissione Trasporti del Parlamento europeo che ha negoziato il patto con Qatar Airways, ha dichiarato in una e-mail (ottenuta da POLITICO) che “concedere il consenso a questo accordo potrebbe essere difficile […] fino a quando non verrà stabilito che le condizioni sono state trasparenti e imparziali”.

LA QUESTIONE ENERGIA

Lo scorso marzo l’autorità antitrust europea ha deciso di chiudere l’indagine sulla società energetica QatarEnergy aperta nel 2018 e relativa alle clausole contrattuali di rivendita, tra gli stati membri dell’Unione, dei carichi di gas liquefatto destinate all’Europa.

Per effetto del distacco energetico dalla Russia, il Qatar è diventato un fornitore di gas rilevantissimo per l’Unione europea: solo di recente QatarEnergy ha firmato due accordi per la vendita di due milioni di tonnellate di gas liquefatto all’anno, per quindici anni, alla Germania.

Le società petrolifere europee come l’italiana Eni e la francese TotalEnergies sono coinvolte nei lavori di espansione del mega-progetto North Field, che dovrebbe portare la capacità di liquefazione del Qatar a 126 milioni di tonnellate all’anno entro il 2027, rispetto ai 77 milioni attuali.

L’ACCORDO SUI VISTI

Oltre all’accordo sui voli, lo scandalo Qatargate ha portato alla sospensione anche dell’accordo sui visti tra Unione europea, Qatar e Kuwait: prevede la possibilità per i cittadini qatarioti e kuwaitiani di viaggiare sul territorio europeo per novanta giorni senza bisogno di un visto, a patto che possiedano un passaporto biometrico.

Lunedì la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, ha spiegato che il dossier farà ritorno alla commissione per le Libertà civili, la giustizia e gli affari interni, che aveva dato il suo appoggio all’accordo nonostante le riserve sul trattamento dei diritti umani in Qatar e in Kuwait.

Al tempo dei negoziati, il vicepresidente della Commissione europea Margaritis Schinas disse che l’accordo sui visti è stato possibile grazie al “successo dei governi del Qatar e del Kuwait nel realizzare riforme di ampia portata”. L’intesa, aggiunse, riflette “la crescente intensità e profondità delle relazioni dell’UE con entrambi i paesi”.

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