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La Lega e il grande ritorno delle Province: «Così più servizi ai cittadini»

La Lega vuole il ritorno delle province. Con «funzioni, eletti, denari e poteri», come ha spiegato ieri il leader Matteo Salvini. Perché «la scelta diretta dei cittadini è qualcosa che porterà più servizi e minori oneri», come ha sostenuto in collegamento con il festival “L’Italia delle Regioni e delle province autonome” ieri. La legge Delrio del 2014 ha trasformato le province in enti di secondo livello. Con riduzione delle competenze (trasferite alle Regioni) e del numero (da 107 a 97). Mentre il referendum costituzionale voluto dall’allora premier Matteo Renzi prevedeva la cancellazione della parola dalla Carta Fondamentale. Ma è stato bocciato. E ora il centrodestra pone le basi per un grande ritorno.


Sul ritorno delle province infatti lo stesso Salvini ha detto che «questa può essere la legislatura in cui si passa dalle parole ai fatti». Anche il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana si è schierato a favore: «Credo che in fase di esame istituzionale si debba rivalutare il discorso sulle province che la riforma ha cancellato in modo inopportuno e che devono ritrovare quelle competenze che possono contribuire a migliorare le risposte ai nostri cittadini». Insieme a lui il governatore del Veneto Luca Zaia: «Ci serve un’area cuscinetto tra Regioni e Comuni». Ma soprattutto, il senatore di Fratelli d’Italia Gaetano Nastri ha fatto sapere che ha presentato un disegno di legge insieme al collega Silvestroni «per far tornare a votare i cittadini, da anni espropriati del diritto di scegliere i propri amministratori e per non lasciare indietro nessuno».


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