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L’esercito brasiliano non ha giustiziato gli alleati di Lula e proclamato Bolsonaro «il vero presidente»

Il 7 dicembre 2022 su Facebook è stato pubblicato un post in cui si legge che in Brasile l’esercito avrebbe «invaso le favelas di Rio de Janeiro» e «giustiziato» diversi leader «del famigerato cartello del Comando Vermelho (Comando rosso)», che sosterrebbe il vincitore alle ultime elezioni presidenziali brasiliane «Luiz Inácio Lula da Silva». 

Il testo prosegue affermando che «le esecuzioni, avvenute nelle prime ore del mattino, sono avvenute pochi giorni dopo che l’esercito brasiliano aveva dichiarato Bolsonaro il “vero presidente del Brasile” a seguito delle prove di elezioni truccate».

Si tratta di una serie di notizie infondate e false che non trovano riscontro in nessuna testata nazionale e internazionale, né in nessun comunicato delle autorità preposte. 

Il contenuto oggetto di analisi è la traduzione in italiano di parte di un articolo pubblicato il 5 dicembre da News Punch. Si tratta di un sito noto per diffondere disinformazione su svariate tematiche. Su Facta ci siamo occupati di diverse false notizie diffuse da News Punch

Come hanno verificato i colleghi di Lead Stories, non esistono prove a sostegno dell’informazione secondo cui l’esercito brasiliano avrebbe «invaso» le favelas di Rio de Janeiro e giustiziato i leader del Comando Vermelho

Il Comando Vermelho (Comando rosso) è l’organizzazione criminale più antica del Brasile, creata in una prigione di Rio de Janeiro negli anni ’70 come gruppo di autoprotezione per i carcerati, spiega Insight Crime, un think tank specializzato nell’analisi della criminalità organizzata nelle Americhe. Non esistono riscontri secondo cui il neo presidente brasiliano Lula abbia legami o sia sostenuto dal Comando Vermelho, come verificato da diversi siti di fact-checking brasiliani. 

Inoltre, i militari brasiliani non hanno mai dichiarato che il presidente uscente Jair Bolsonaro fosse «il vero presidente del Brasile», come erroneamente sostenuto nel post oggetto di analisi. Infine, funzionari governativi e analisti indipendenti hanno certificato che non ci sono prove credibili che dimostrino che alle elezioni presidenziali vinte da Lula ci siano stati brogli.

Su Facta ci siamo occupati di diversi casi di disinformazione sulle recenti elezioni presidenziali in Brasile.

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