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No, un’azienda di Elon Musk non ha «ucciso quasi 3000 scimmie» in un anno

Il 1° dicembre 2022 su Facebook è comparso lo screenshot di un presunto articolo della testata americana Usa Today, dal titolo (in inglese) “Gli impianti Neuralink di Elon Musk hanno ucciso quasi 3000 scimmie dallo scorso dicembre, con un tasso di mortalità del 98%”. L’articolo riporta la firma di una reporter, Bailey Schulz, e la data della pubblicazione, il 30 novembre 2022.

Si tratta di un’immagine modificata che veicola una notizia falsa.

Innanzitutto, Neuralink è un’azienda americana che si occupa di creare dispositivi tecnologici in grado di comunicare con il cervello umano ed è stata fondata nel 2016 da alcuni imprenditori, tra i quali Elon Musk. Dal 2017 l’azienda collabora con il California National Primate Research Center (Cnprc) di Davis, in California, per condurre ricerche sugli animali.

Il progetto principale di Neuralink riguarda un chip con tecnologia bluetooth, che secondo l’azienda sarebbe in grado di comunicare con il computer attraverso un piccolo ricevitore e che in via sperimentale è stato impiantato nel cervello di alcune scimmie macaco. Nell’aprile del 2021, Neuralink ha rivelato che alcuni degli esemplari inseriti nella sperimentazioni sono stati in grado di giocare al gioco per computer Pong usando semplicemente le loro menti. 

Come si può verificare attraverso una ricerca su Google, l’articolo mostrato nello screenshot oggetto della nostra verifica non è mai stato pubblicato da Usa Today. L’immagine è originariamente comparsa il 1° dicembre 2022 sull’account Twitter della scrittrice comica Sophie Benoit, che in un successivo commento ha chiarito la natura ironica del contenuto. 

Nonostante non esista alcuna prova delle 3mila scimmie morte in un anno a causa delle sperimentazioni di Neuralink, l’azienda è comunque finita al centro di un’indagine federale. Come ha rivelato il 6 dicembre 2022 l’agenzia stampa Reuters, infatti, Neuralink è accusata di aver violato le leggi sulla crudeltà contro gli animali, a causa dei circa 1.500 animali deceduti durante le sperimentazioni dell’impianto cerebrale.

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