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Rapporto Auditel – Censis: le parole del Presidente Imperiali – TvZoom

Come vi abbiamo anticipato in mattinata, questa mattina, presso la Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani al Senato, si è svolta la presentazione del quinto rapporto Auditel – Censis “La transizione digitale degli italiani: dal boom degli schermi connessi (sono quasi 100 milioni) alla banda larga, il Paese grazie alla televisione, corre verso la modernità”.

Per il Presidente di Auditel, Andrea Imperiali, di prendere la parola e fare il punto della situazione:

“Il mio compito, oggi, è molto semplice, e molto veloce: introdurre il 5° Rapporto Auditel-Censis, la fotografia di un Paese che negli ultimi 5 anni, nonostante le gravi crisi affrontate e, per fortuna, superate, ha imboccato con decisione la strada del digitale. E che – grazie al PNRR – nei prossimi 5 anni risulterà ulteriormente trasformato sotto il profilo tecnologico.

Ma il mio compito, come di consueto, è, anzitutto, quello di guidarvi velocemente attraverso l’elemento sul quale questo rapporto si fonda: ovvero la Ricerca di base Auditel.

Che cos’è – e per i pochi che ancora non la conoscessero – e a che cosa serve, davvero in due parole, la Ricerca di Base Auditel.

Diciamo che la ricerca di Base probabilmente non è uno degli elementi più noti della nostra attività, ma costituisce un asset strategico di grande rilevanza, giacché ha il compito di scattare una fotografia estremamente nitida – oggi diremo in 8K – della società italiana al fine di riprodurre un panel costantemente rappresentativo della popolazione… della reale popolazione italiana.

Da un punto di vista tecnico la Ricerca di base si articola su 3 elementi fondamentali…

  1. Accertare – attraverso un impianto di 41.000 interviste, effettuate direttamente nella casa degli italiani, face-to-face, – la reale struttura, la reale fisionomia delle famiglie, temperando e neutralizzando tutti gli effetti anagrafici e fiscali con cui esse sono spesso rappresentate.
  2. Fotografare la società italiana in tutte le sue dimensioni: socio-demografiche, psico-grafiche, socioculturali, comportamentali; e per fare questo mappiamo praticamente:
    • le dotazioni famigliari e individuali, senza tralasciare nessun device, dal forno a micro-onde al router wi-fi;
    • le interazioni che i componenti hanno con questi device;
    • i ruoli decisionali svolti dai membri della famiglia nei comportamenti di fruizione.

Tutto ciò al fine di poter riprodurre un campione capace di riflettere, costantemente, ogni minimo cambiamento che attraversa la società (motivo per cui la ricerca viene aggiornata ben 7 volte l’anno).

  1. Infine, la Ricerca di Base costituisce anche il naturale serbatoio da cui attingere per assicurare la necessaria rotazione alle famiglie-campione del panel, che deve essere costantemente rinnovato.

Ne deriva una fotografia preziosa e originale della società italiana che ci ha consentito di avviare un dialogo costante e una collaborazione continua con le principali istituzioni statistiche, da ISTAT a Banca d’Italia, dal Censis ai più importanti Centri Studi e Atenei.

Il tutto sotto l’egida e il coordinamento della COGIS, la Commissione per la Garanzia dell’Informazione Statistica, che ha addirittura inserito Auditel e la sua Ricerca di base all’interno del Piano di Statistica Nazionale.

Ebbene, mi fa piacere sottolineare come, proprio grazie alla Ricerca di Base, dal Rapporto Auditel-Censis di quest’anno emerga, una volta di più, l’assoluta centralità della TV nel processo di trasformazione del Paese in chiave digitale.

In particolare, il Rapporto di quest’anno registra:

  1. Il balzo degli schermi connessi presenti nelle case e nelle tasche degli italiani: negli ultimi 5 anni sono passati da 70 milioni a oltre 93 milioni, sui circa 120 milioni di schermi complessivi.

    Questo balzo è dovuto principalmente al boom della TV connessa, che aumenta – sempre negli ultimi 5 anni – del 210% passando da appena 5 milioni ad oltre 18 milioni di apparecchi.
  2. Si registra, poi, un ulteriore incremento della copertura broadband: ora raggiunge il 90% delle famiglie italiane, di cui oltre il 60% con connessione sia mobile che fissa, riducendo (in 5 anni) del 50% il numero di famiglie non connesse.
  3. Il tutto – infine – nella prospettiva di un ulteriore impulso nei prossimi 5 anni grazie al processo di switch-off del nuovo standard digitale terrestre, che si completerà entro il 2023; e – soprattutto – per effetto del PNRR, che prevede, al 2026, la realizzazione della “gigabit society” ovvero la copertura broadband a un gigabit per tutte le famiglie italiane”

(Nella foto Andrea Imperiali)

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