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Start up, in Piemonte la pandemia non ha spaventato le buone idee, ma le ha rese fragili: “Hanno poco tempo per dimostrare di valere”

La pandemia non ha fermato le buone idee, ne ha visto – anzi – migliorare i risultati, ma le ha scoperte più fragili rispetto al passato. Lo testimoniano i numeri dell’Osservatorio del Comitato Torino Finanza della Camera di commercio di Torino, che pur contando 790 realtà sul territorio, vede l’indice di sopravvivenza scendere da quasi 4 anni e mezzo a meno di due. “Colpa” di una quantità di capitale troppo bassa e che dà un tempo ristretto agli imprenditori e ai loro collaboratori per dimostrare la validità della loro idea. 

In Piemonte si contano 790 start up, pari al 5,4% del totale nazionale. Anche se il peso economico della regione è pari all’8% del PIL nazionale. 

In Piemonte il volume della produzione del sistema delle startup innovative passa in 4 anni da 6 a 46 milioni di euro, la crescita annuale è del 66%, il che significa che il sistema raddoppia ogni 22 mesi. Ma la strada per l’indipendenza finanziaria è in salita. Infatti il 42% delle startup create sei anni fa in Piemonte non esiste più. È un dato purtroppo diffuso perché, anche a livello nazionale, la media è  del 41%. 

Negli ultimi 4 anni l’indice di “sopravvivenza garantita” delle startup piemontesi passa da 4,3 anni (pari alla media di sistema) ad appena 1,9 anni: hanno cioè meno di due anni per dimostrare di produrre beni e servizi appetibili per il mercato dei clienti o per gli investitori.

Dal rapporto emerge un sistema regionale che cresce, ma con una dotazione di capitale che dà un tempo ristretto agli imprenditori e ai loro collaboratori per dimostrare la correttezza del concetto alla base della proposta di innovazione – dice Vladimiro Rambaldi, Presidente del Comitato Torino Finanza della Camera di commercio di Torino – In generale le strategie di incentivazione e di finanziamento (agevolato) dovrebbero essere selettive, per fornire non già una dotazione parzialmente sufficiente a molti, ma una dotazione decisamente sufficiente alle startup più meritevoli, in quanto il rischio di liquidazione precoce per mancanza di tempo riguarda tutte queste imprese”.

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