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Ecco chi vuole la rete gas di Iren

Iren

Iren vuole vendere fino al 49 per cento della sua rete gas per finanziare il piano strategico al 2030. La ricerca dell’acquirente è stata affidata a Rotschild e spunta già un possibile investitore: il fondo australiano Igneo, che punta anche al rigassificatore di Rovigo con Snam

Iren, società multiservizi con sede in Emilia-Romagna, ha intenzione di vendere fino al 49 per cento della sua rete di distribuzione del gas: l’azienda ha oltre 740.000 clienti nelle regioni Emilia-Romagna, Piemonte e Liguria. La ricerca dell’investitore è stata affidata alla banca d’investimento franco-britannica Rothschild & Co.

I PIANI DI IREN

Attraverso la cessione di una parte della rete, Iren punta a raccogliere risorse economiche per il finanziamento degli investimenti da 10,7 miliardi di euro previsti nel piano strategico al 2030. La rete della società è valutata intorno agli 800 milioni; la vendita del 49 per cento dovrebbe quindi permettere un incasso di 400 milioni circa.

L’obiettivo è raccogliere risorse utili a finanziare i 10,7 miliardi di investimenti previsti nel piano al 2030.

GLI INVESTIMENTI NELLA RETE GAS (ANCHE IN PREPARAZIONE DELL’IDROGENO)

Negli investimenti da realizzare entro il 2030, il gruppo Iren – guidato da Gianni Vittorio Armani – destinerà 800 milioni alla manutenzione dell’infrastruttura gas e all’aggiornamento delle tubature in preparazione dell’idrogeno, più leggero e corrosivo del metano.

I POSSIBILI ACQUIRENTI

Tra i soggetti interessati ad acquistare il 49 per cento della rete gas di Iren ci sono le società di gestione asset AXA (francese), Arjun Infrastructure Partners (britannica) e Igneo Infrastructure Partners (australiana).

IGNEO PUNTA AL RIGASSIFICATORE DI ROVIGO?

Igneo è anche uno dei possibili acquirenti delle quote del rigassificatore in mare a Porto Viro (Rovigo). L’impianto ha una capacità di rigassificazione di 8 miliardi di metri cubi all’anno ed è gestito da Adriatic LNG, società partecipata da ExxonMobil al 71 per cento, da QatarEnergy al 22 per cento e da Snam al 7,3 per cento.

Secondo indiscrezioni, Snam potrebbe portare la sua quota al 20-30 per cento; la restante parte andrebbe invece in mano a un fondo infrastrutturale, forse proprio Igneo.

Il prezzo dell’eventuale operazione non è chiaro, ma potrebbe aggirarsi intorno a 1 miliardo.

– Leggi anche: Italgas, che cosa faranno Cdp Reti e Snam

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